Итальянское вино - Vino Cotto .

Vino Cotto.

RUS/IT

Le Marche protette dagli Appennini sono collocate sulla costa Adriatica.
Una volta nella terra vivevano i Piceni e già in quel tempo la regione era nota per la fertilità dei suoi terreni agricoli, qui si coltivano grano, vite e olivo.
La capitale dell’antico Picenum era Ascoli Piceno, difficile descriverla come era in quel periodo, adesso la città è conosciuta per la bellezza delle piazze e i palazzi di travertino.

I Piceni non solo combattevano con Roma, ma anche “cuocevano” il vino. La frase strana “vino cotto”, vuol dire un prodotto tipico contadino dalle Marche e dall'Abruzzo. Dolce, con i profumi speziati, il vino cotto lo bevevano i patrizi, gli imperatori e i papi alla fine di abbondanti pasti.

Vino cotto

Nel I sec. d. C. Columella descrive il processo di produzione del vino cotto così: "... fino a diminuzione di un terzo si cuocia del mosto di sapore dolcissimo. Esso appena raffreddato si trasferisce nelle botti e si ripone per usarne".

Vino cotto
La tradizione di cuocere il vino tramandata di padre in figlio nel corso dei secoli, il processo quasi non è cambiato, almeno esistono varianti diverse.

Si pigia l’uva ed il mosto ottenuto si mette in una pentola di rame grande e si riscalda, il mosto viene cotto a fuoco diretto fino a che lo si diminuisce una terza o una seconda volta, depende dagli zuccheri negli acini. Mentre il mosto bolle, si aggiungono le spezie per dare gli aromi speziati.
Dopo, il mosto viene travasato in botti di legno e lasciato fermentare. Dopo la fermentazione il vino cotto è trasferito in altri botti dove c’è il vino degli anni precendenti.
Un momento importante è il lungo invecchiamento che migliora sicuramente il vino.

Nella metà del XX sec. il vino cotto è stato a rischio di estinzione, perchè la produzione è stata vietata, un prodotto dal mosto cotto non poteva chiamarsi vino. Ma la tradizione vecchia non è finita, la gente produceva vino cotto a casa per la propria famiglia.

La terra di Ascoli Piceno si distingue per le sue colline pittoresche e un groviglio caotico di strade strette. Siamo riusciti a trovare l’azienda famigliare Pantaleone solo con l’aiuto della giovane e carina proprietaria Federica.

Vino cotto - “Vicotto”, così si chiama il vino cotto in dialetto locale, noi lo produciamo più vicino al mare, qui facciamo i vini classici. Ma il nostro ispiratore e il creatore principale del vino cotto è Giuseppe Infriccioli che risponde a tutte le vostre domande.

Federica ha i capelli biondi e gli occhi azzurri ed insieme con la sorella Francesca, loro amministrano il business famigliare e possiedono le vigne.

- La rinascita di vino cotto è cominciata da 2000, - spiega Giuseppe Infriccioli - adesso proponiamo due versioni: un vino più giovane invecchiato 6 anni e un altro vino invecchiato 8 anni, almeno in realtà è stato invecchiato da 12 anni, ma in quel tempo la produzione è stata vietata, quindi sulla bottiglia c’è scritto 8 anni.

Il vino cotto invecchiato è servito in calice a forma di tulipano piccolo. I profumi concentrati della frutta secca, le nocciole e le spezie mescolano con un tono caramellato, il vino rotondo e pieno fa caldo nella cantina fredda, l’acidità è buona e bilancia la dolcezza.
Il grado alcolico alto (16%) non si sente, viene in mente un Xeres Fino.

- Il vino è per una sera invernale fredda, - facendo un sorso, dice Federica, - a proposito il vino cotto fa bene per il raffreddore.

Per la produzione un vino cotto Pantaleone si usano solo le uve bianche – Pecorino, Passerina ed altre, che permettono di ottenere la dolcezza e la delicatezza giuste.

Vino cotto Esiste una tradizione quando nasce un figlio si assegna una botte di vino cotto, il vino cresce con il bambino. Si beve tale vino cotto “nominato” in occasione particolare come il matrimonio.

- La mia botte invecchierà cento anni, - ride Federica, - non ho intenzione di sposarmi.

È uno scherzo si, ma il vino cotto può essere conservato tantissimi anni e diventa migliore.

Le colline alte coperte di vigne, il sole vivo scalda non come d’inverno, uscendo dalla cantina fredda, si arriva in un altro mondo. Il vino cotto gioca con i colori d’ambra nel bicchiere, la tranquillità della natura e la cordialità dei padroni invogliano a restarci, tirare il vino con calma e con un panettone artigianale e chiacchierare con un paio dei visitatori occasionali, che non hanno fretta di andare.
I Piceni antichi erano uomini saggi, loro sapevano non solo cuocere il vino, ma anche avvicinare la gente.

17/01/2014



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